Casa, la Ue ha un piano per costruirne 650mila
A Bruxelles è in fase di presentazione il nuovo Piano casa europeo della Commissione Ue, che Ursula von der Leyen, presenterà insieme al commissario danese per l’Energia e la Casa, Dan Jorgensen.
Il documento prende la forma di una comunicazione al Parlamento e Consiglio europeo e che segna una svolta politica: l’housing sociale entra tra le priorità strategiche dell’Unione. La Commissione scrive nero su bianco che quella in corso non è una “housing crisis”, ma una “social crisis”.
Perché l’assenza di alloggi accessibili frena la mobilità lavorativa e universitaria, aggrava la carenza di manodopera e mina la coesione sociale.
L’obiettivo è ambizioso: realizzare 650 mila abitazioni aggiuntive l’anno, che si sommeranno agli 1,6 milioni già costruiti oggi. Il costo annuo stimato è di 153 miliardi di euro. Per la costruzione di nuove abitazioni la parte del leone dovrebbe farla la politica di coesione, insieme a InvestEU, LIFE, al Programma per il Mercato unico e a Horizon Europe. L’efficientamento energetico e i programmi di rinnovo potranno invece contare anche su Next Generation EU e sul Fondo sociale per il clima.
La Commissione ribadisce che la politica abitativa resta competenza degli Stati membri. Ma avverte: l’Unione considera il tema la propria priorità numero uno e “farà la sua parte”. Solo un’azione congiunta a tutti i livelli, si legge, potrà garantire a tutti gli europei l’accesso a una casa dignitosa. Il piano si articola in quattro pilastri e dieci azioni.Il primo riguarda il rafforzamento dell’offerta. Più produttività nel settore delle costruzioni, più innovazione, materiali sostenibili, economia circolare e metodi di costruzione moderni per ridurre tempi e costi. Il secondo pilastro punta a mobilitare investimenti pubblici e privati. Anche attraverso una semplificazione delle regole sugli aiuti di Stato per l’housing sociale e accessibile. Il terzo guarda all’emergenza.
Aiuti immediati mentre le riforme procedono, con attenzione agli affitti brevi nelle aree ad alta tensione abitativa e alla speculazione immobiliare. Il quarto pilastro è sociale. Sostegno ai giovani, agli studenti, agli apprendisti, a chi è senza casa. E protezione per proprietari e inquilini in condizioni di vulnerabilità. Tra le scadenze, spicca il primo EU Housing Summit, previsto nel 2026, che riunirà tutte le istituzioni europee. La casa, a Bruxelles, non è più un tema collaterale. È diventata il terreno su cui si gioca una parte decisiva del futuro europeo.
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